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La scrittura come rito religioso

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(Jamaica Plain, Boston, 27 ottobre 1932 - North Tawton, Devon, 11 febbraio 1963) “I poeti che amo sono posseduti dai loro versi come dal ritmo stesso del loro respiro ” Sylvia Plath  Sei giorni dopo, un biglietto appuntato alla carrozzina del figlio: “Per favore, chiamate il dottor Horder ”. A trovarlo, la mattina, è il vicino di casa di Sylvia. Nelle prime ore dell'11 febbraio Sylvia Plath posa accanto ai lettini dei bambini pane e latte, apre la finestra della loro camera e sigilla le fessure della porta con nastro adesivo e asciugamani bagnati. Anche in cucina sigilla tutte le fessure. Addormentata con la testa nel forno, la guancia appoggiata a un tovagliolo, il gas aperto. Così si presenta la scena della morte di Sylvia Plath, una scena da lei stessa costruita, lucidamente, per non lasciare nulla al caso.

Sylvia Plath - Raccolta di poesie

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Io sono verticale Ma preferirei essere orizzontale. Non sono un albero con radici nel suolo succhiante minerali e amore materno così da poter brillare di foglie a ogni marzo, né sono la beltà di un'aiuola ultradipinta che susciti grida di meraviglia, senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali. Confronto a me, un albero è immortale e la cima di un fiore, non alta, ma più clamorosa: dell'uno la lunga vita, dell'altra mi manca l'audacia.

Dearest Marty: Letters from Sylvia Plath

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Sylvia Plath and Marcia Brown met upon their arrival at Haven House in the fall of 1950, their first year at Smith. Different as they were in stature, habits, temperament, and talents, they became very close and decided to find work near each other the following summer and to room together during their sophomore year back at Smith. During the summer of 1951 they both found work as "mother's helpers" on Boston's north shore. Sylvia's poem "The Babysitters" recalls some of the adventures and adversities of that experience; many years later, Plath used Marcia as the model for Jody in her novel, The Bell Jar.

Sylvia Plath e le Poesie alla madre:Le muse inquietanti

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Mamma, mamma, quale zia maleducata o cugina sfigurata e repellente dimenticasti cosi sconsideratamente d'invitare al mio battesimo, che quella al posto suo mandò queste signore dalla testa come un uovo da rammendo, per dondolarla e dondolarla ai piedi, al capo e a sinistra della culla?

Sylvia Plath: È dunque questo il mio amante?

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È dunque questo il mio amante? Questa morte, questa morte? ” (Lady Lazarus) L’inizio. Nell’esperienza poetica di Sylvia Plath, nei suoi primi tentativi, esiste e vive una ragazza innamorata dell’amore, della vita; da subito, però, si intuisce l’esistenza di un mondo altro chiuso dentro quell’involucro delizioso. È come se in lei ci fosse una musa maligna, bianca, primitiva, una strega crudele; la visione netta e chiara della morte.